Post

LA FESTA

Immagine
  LA FESTA   Un paio di scarpe logore; dalla mia postazione è questa la prima cosa che vedo. Poi arriva tutto il resto: dei pantaloni scuri, una camicia a quadri rossi e blu. Infine delle dita che stringono una borsa della spesa. Mi alzo in piedi e sorrido a labbra serrate in un muto buongiorno. L’uomo, però, non bada a me e si china ad accarezzare la foto. Gesti lenti e circolari, quasi la volesse lucidare. Sul marmo usurato dal tempo, delle lettere bronzate compongono un cognome moderno e un nome antico. Mi soffermo sull’anno di nascita: è il mio. Poi scorro su quello di morte e vengo scossa da un brivido; aveva appena vent’anni. Oggi ne avrebbe compiuti quaranta. Distolgo gli occhi sentendomi un avvoltoio, mentre un disagio strisciante si insinua in me come il vento tra le fronde di questi cipressi. Prendo l’acqua e finisco di rabboccare il vaso mentre l’uomo estrae dalla borsa un pacchetto. Un adesivo dorato luccica al sole come una medaglia.   Non so se il suo sia un ritua

LA CASA DI VETRO

Immagine
    New Jersey   “È una bella zona, qui.” Le dita di mio marito tamburellano il volante al ritmo di una canzone. “Sì” conferma, lasciando poi scivolare una mano sulle mie cosce. “Sono proprio dei bei posti.” Stiamo percorrendo uno dei tanti graziosi quartieri che ci sono da queste parti. È la prima volta che visitiamo il New Jersey e tutto ci sembra bellissimo. I miei cugini, che ci attendono per cena, ci hanno messaggiato che è tutto pronto e ci hanno ricordato che, agli occhi dei turisti, è tutto molto affascinante. Tuttavia, ce la prendiamo comoda. È una bella sera d’estate e queste zone sembrano quelle dei film americani. Case bellissime, quasi tutte uguali, con giardini curati e bandiere a stelle e strisce attaccate sui muri. Una casa in particolare attira la mia attenzione man mano che ci avviciniamo. È diversa dalle altre, spigolosa e austera, con una grande vetrata al posto della facciata che dà sulla strada. L’enorme finestra è illuminata a giorno; intravedo qu

Un camice di troppo - Il nuovo romanzo!

Immagine
Ci siamo, è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per il mio nono romanzo. Esce in ebook e cartaceo il 10 ottobre su Amazon.  Lo confesso: mi sono fatta un regalo, mi sono voluta regalare questo spin-off di 'Un tè con Mrs. Brown' in un 2023 piuttosto impegnativo. Come sempre questo villaggio si è rivelato la mia bolla di serenità ed è stato rassicurante ritrovare la sempre più arguta Mrs. Brown, ma anche Penny, Greg e pure le bizzarre sorelle Lockwood. Ci mancava solo un nuovo medico: il fascinoso Kenneth Clarke. Non vi sto a dire il divertimento a scrivere questo romanzo perché Aileen non è la pacata Penny e il dottor Clarke non è il signorile Greg, ergo: scintille, fuochi d'artificio e colpi bassi. Ritroverete Hatty House e tutte le attività del villaggio impegnate in una nuova organizzazione e... non vi voglio dire altro, sarà tutto da scoprire. Ci tengo a precisare che, bensì si tratti del terzo episodio, è una storia a sè e non è necessario leggere i due ro

Cosa sono i TROPES e dove trovarli

Immagine
  Risposta semplice: nei romanzi (di qualsiasi tipo) Vediamo nel dettaglio cosa sono i TROPE. Prendiamo, ad esempio, il genere rosa (o romance) che offre un'infinità di trope (con sottogruppi). Se di primo acchito questa parola vi lascia basiti e/o indifferenti, io sono sicura che anche voi ne preferite uno o più di uno, nei romanzi che scegliete. I tropes, infatti, non sono altro che 'temi' ricorrenti nelle trame dei romanzi (o nelle sceneggiature dei film). Spesso sono dei veri e propri cliché, ma ognuno di noi ha senz'altro il suo preferito; sono, in pratica, quelle particolari situazioni che ci fanno preferire un romanzo (o un film) a un altro. Vediamone qualcuno con esempi concreti.  ENEMIES TO LOVERS (o Hate to love). Qui i protagonisti (la coppia) inizialmente si odia. Possono essere colleghi ed ostacolarsi a vicenda sul lavoro o far parte di un gruppo e battibeccarsi di continuo. Potrebbe essere un incontro in età adulta tra il bullo della scuola e la protagoni

MI PIACI, TI SPOSO - PARIGI MON AMOUR finalmente on line!

Immagine
  È NATO! È USCITO! Ci siamo, il volume con i due romanzi finalmente vede la luce. Che vi devo dire... è stato un percorso atipico, strano, fuori da ogni logica, ma sul mercato adesso ci sono anche questi due romanzi in una versione nuova. E per nuova intendo anche la pagina Amazon. Per ovvie ragioni ho perso TUTTE le recensioni di questi anni e ricomincio da capo prendendomi la responsabilità (qualcuno l'ha chiamato coraggio) delle mie decisioni. Spero apprezziate questa scelta, è stata fatta con quello a cui tengo di più nel mio lavoro: l'onestà (soprattutto intellettuale), quindi ringrazio già chi dedicherà due righe ai miei romanzi dopo averli letti e magari apprezzati. Come già fatto vedere nelle stories, il volume è impreziosito da piccole illustrazioni (il cartaceo ha una prima pagina particolare) disegnate da Emanuela e sulle pagine invece c'è il sudore della mia editor Sara che ora ha quattordici denti cariati, ma l'amore è come il Natale: quando arriva arriva,

I nuovi MI PIACI, TI SPOSO e PARIGI MON AMOUR!

Immagine
  Prossimamente su questi schermi i nuovi romanzi (che poi proprio nuovi non sono) con la storia di Alice e Leonardo!  A presto la data! 

La verità, vi spiego, sulla scrittura (semi cit.)

Immagine
Tu scrivi la parola FINE. Non importa quanto tempo hai impiegato a scrivere il romanzo o quello che è, tu la scrivi. Hai detto tutto quello che c'era da dire. Hai finito. Manco per il cazzo. Da qui comincia quella fase bellissima di rilettura, revisione e riscrittura che è ostica sì, ma NECESSARIA. Quindi, dicevamo, metti la parola fine. Ti metti a rileggere? NO! Il testo deve decantare un po', come il vino. Lo devi lasciar stare lì, come se tu ci avessi litigato, ma cosa vuoi, ma chi ti conosce. Questo tempo è utile per farti rileggere con occhi nuovi quello che hai scritto e farti esclamare "Ma va' che puttanata ho scritto!" o far leggere una frase a tua figlia chiedendo "Ma l'ha aggiunta babbo questa frase? È uno scherzo?" o ancora "Ci deve essere un problema al pc perché non capisco questa passaggio." Invece l'hai scritte tu. Durante la stesura ti senti Ken Follett o l'ennesimo genio incompreso con un capolavoro tra le mani; ora